La dolce storia del cioccolato a Torino

Correva l’anno 1585, e, ai primi di agosto, Torino conosce il cioccolato, merito del matrimonio tra Caterina Micaela d’Asburgo, nipote dell’imperatore Carlo V, e Carlo Emanuele I Duca di Savoia, figlio di Emanuele Filiberto.
La sposa diciottenne arriva a Torino con la sua corte e la sua servitù e con essa i “Chocolateros” che trasformavano manualmente il cioccolato sul metate di pietra, come gli Aztechi e i Maya.
La nobiltà sabauda, a tal vista, desidera anch’essa il cioccolato; Parigi conoscerà il cioccolato trent’anni dopo, con il matrimonio di Luigi XIII di Borbone con la nipote di Caterina, Anna d’Austria, il cioccolato veniva allora consumato come bevanda, sciogliendo in acqua.

Nelle more di tempo, dal fidanzamento della quattordicenne Caterina Micaela al matrimonio, avvenuto quattro anni dopo, Carlo Emanuele I fa costruire a Torino un grandioso castello per la futura sposa che, alla maniera spagnola, chiama “MIRAFLORES” poiché la promessa sposa era stata educata nella certosa omonima vicina a Burgos; detta zona Torinese sarà chiamata in seguito “MIRAFIORI”. Caterina ebbe dieci figli e morì di parto con la sua ultima bimba: non ancora trentenne.
Affinché su tutto ciò non scenda l’oblio ma qualcosa di storica memoria rimanga, abbiamo voluto realizzare due TAVOLETTE DI CIOCCOLATO FONDENTE: una con dei cristalli di zucchero profumati alla ROSA e una alla VIOLA.
Quindi “MIRAFLORES”! Poi “Mirafiori”, non solo lamiere o bulloni ma prima ancora AMORE e CIOCCOLATO!


Share this Post